il fratello maggiore
26 maggio 2010 ore 21
Una stanza squallida, un grande schermo, un confessionale, un uomo
abbruttito dalla Vecchia Romagna e dalle metanfetamine.
Un kapo contemporaneo, volgare e aggressivo, che cambia la storia, cancella
canzoni, denuncia liberi cittadini e si diverte surfando in rete tra
siti di escort e social network.
La scena è una stanza squallida, la tipica abitazione di un uomo solo
che si sta lasciando andare, vestiti un po' ovunque, letto disfatto,
sporcizia, bottiglie, rigorosamente di Vecchia Romagna, un po'
ovunque. Al centro un grande schermo celato da una veneziana, dietro
una porta ricoperta di perline si accede al confessionale.
Il mito del grande fratello reinterpretato in chiave
ironico/grottesca, a metà strada tra Orwell e il grande fratello
televisivo.
regia di Fabrizio Galatea
con Ettore Scarpa
scenografia di Carola Benedetti
Spettacolo sostenuto dal Sistema Teatro - Comune di Torino


